Covid 101

Quante volte di questi tempi ci chiediamo se le notizie che riceviamo siano effettivamente corrette e le restrizioni a noi imposte siano effettivamente utili? Se siete un pò come me, la risposta sarà sicuramente: “Guarda, meglio non parlarne…”

Allora può sicuramente darvi sollievo sapere che gli scienziati e i ricercatori non si sono completamente dimenticati di noi e stanno lottando con le unghie e con i denti per risolvere questa situazione un pochino distopica. Sono, tuttavia, lievemente preoccupati dalla nostra tendenza a credere sempre di più alle “Fake News” (siamo tutti un po’ complottisti in fondo) e hanno deciso di organizzare un evento dedicato totalmente alla risposta delle nostre domande. 

Il pomeriggio del 27 Novembre infatti, dalle 15 alle 17, si è tenuta una conferenza inserita all’interno dell’evento della “Notte Europea dei Ricercatori 2020”, in una modalità un po’ insolita: i 6 relatori infatti non possedevano che un filo conduttore per guidarli, dato che tutto l’evento ruotava intorno alle domande avanzate da noi spettatori sull’argomento del Covid-19. Inoltre, stranamente, i professori non si occupavano e non studiavano le stesse materie, e in alcuni casi non facevano nemmeno parte degli stessi ambiti scientifici, tutto per dare delle risposte alle nostre domande il più possibile elastiche e pertinenti ad almeno una parte di tutte le loro materie così diverse. “Una buona istruzione infatti,” hanno esordito, “genera di conseguenza un buon comportamento, così necessario in questo periodo”.

Attraverso le loro risposte, hanno chiarito benissimo alcuni degli argomenti su cui si sta dibattendo tanto in questo periodo, comunicandoci chiaramente quali sono le notizie riguardo al Covid-19 che possiamo ritenere fondate su una base di verità e quali sono semplici opinioni. 

La prima accortezza che ci hanno chiesto di tenere a mente è la differenza tra SARS-CoV-2 (il nome del virus vero e proprio), Coronavirus (ovvero la famiglia di virus a cui appartiene) e Covid-19 (parola con cui si identifica la patologia che provoca il SARS-CoV-2).

Queste sono solo un paio delle domande che sono state poste…

E’ vero che il virus è stato creato in laboratorio?

Il dott. Graziano Pesole ci ha spiegato che l’idea secondo cui il virus abbia avuto la sua origine in un laboratorio cinese è “un’ipotesi complottista molto improbabile”. Il virus SARS-CoV-2 che infetta gli umani ha circa un migliaio di cambiamenti genetici di differenza rispetto alla forma di Coronavirus che invece contrae il pipistrello, rendendo quasi impossibile per l’uomo modificare questo virus. 

Perché il virus dell’influenza è stagionale e questo virus è così resistente?

Ci è stato spiegato che questo fattore, come per tutti i virus, dipende molto dal lasso di tempo a cui gli uomini sono stati esposto al virus. Il SARS-CoV-2 infatti, è un virus nuovissimo (ovvero ha fatto il salto di specie relativamente poco tempo fa) e di conseguenza tutta la popolazione umana è suscettibile ad esso, poiché non l’ha mai contratto. L’influenza è una malattia stagionale, ma sicuramente nel momento in cui essa ha fatto la sua prima comparsa non lo era, e ci si ammalava anche d’estate. 

Poiché il Covid-19 è caratterizzato da tassi di mutazione è possibile che questo diventi più o meno infettivo?

Come presupposto bisogna sapere che tutti i virus contengono materiale genetico, in particolare il SARS-CoV-2 è composto da 1 filamento di RNA di cui fanno parte circa 30.000 nucleotidi. Tutti questi nucleotidi possono mutare per svariate ragioni, è dunque certo che possono esistere 30.000 mutazioni dello stesso virus. Tuttavia, queste mutazioni sono causali e possono sopravvivere o meno a seconda di 2 tipi di selezione: quella negativa e quella positiva. La prima impedisce la propagazione del virus, poiché implementa un cambiamento genetico che è appunto negativo per la sopravvivenza di esso, mentre il secondo tipo di selezione è quello che conferisce le nuove caratteristiche. E’ dunque possibile che questo virus muti, ma è altamente improbabile che muti il tasso di infettività: di tutti gli studi fatti sulla mutazione del virus infatti, solo 1 su 30.000 aveva un tasso di infettività lievemente maggiore. 

Il Covid-19 si sta rafforzando?

Il professore ha puntualizzato, riprendendo la domanda fatta in precedenza, che il virus non è diventato più o meno infettivo, anzi è rimasto proprio così come era. Riguardo il suo rafforzamento invece, anche questo è ritenuto altamente improbabile, perché, come ci insegna il buon vecchio Darwin, un virus che uccide tutti i suoi ospiti è evolutivamente instabile! E’ nei maggiori “interessi” del virus, come ci ha spiegato il relatore, diventare meno aggressivo per  tenere in vita colui che lo ospita, in modo da continuare a farlo vivere e garantire il suo successo.

Quindi non esistono ceppi diversi del virus?

I ceppi diversi del virus esistono eccome: per adesso siamo a conoscenza di 4 ceppi diversi di virus che si sono generati tutti in Cina. Ma il ceppo non indica effetti del virus diversi, ma semplicemente segnature molecolari differenti.

Perché perdiamo il senso del gusto e dell’olfatto dopo aver contratto il Covid-19?

Questo dipende dai fattori che utilizza questo specifico virus per “uncinarsi” alle nostre cellule. Il SARS-CoV-2 si lega agli ACE2, che sono delle proteine situate sulla superficie di molte cellule che fungono da recettori, fondamentali per i due sensi sopra indicati. Il virus va a danneggiare dunque questi recettori temporaneamente (infatti il senso del gusto e dell’olfatto ci ritornano) per entrare nel nostro organismo.

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